2023: Ma chi me l’ha fatto fare?

2023: Ma chi me l’ha fatto fare?

Ed eccomi qui con il mio usuale post sul resoconto dell’ anno appena passato.

Ho ritardato un po’ nel scriverlo perché il 2023 per me non è stato un anno particolarmente bello e non avevo voglia di ricordarlo.

E invece poi, mi sono costretta ad andare avanti con questa tradizione e mi sono resa conto che i suoi momenti belli, in fondo, li ha avuti anche lui. Tanti anche. E, come i due anni precedenti, di cose ne ho fatte un sacco anche quest’anno. Ma un sacco proprio.

Per leggere i miei resoconti di viaggio del 2022 e 2021 cliccate rispettivamente qui e qui.

Ho vissuto in ville mega galattiche, fatto il bagno in acque azzurrissime anche in inverno e preso aerei dall’oggi al domani durante tutto l’arco dell’anno. Grecia, Francia e ancora Grecia e ancora Francia. Un piccolo pit stop in Turchia e in Israele e di nuovo in Grecia prima e in Francia poi. E in tutto questo spostarsi in giro per il mondo, sono anche finita di nuovo nel mio amato Portogallo per fare il Cammino dei Pescatori. Il mio primo cammino che è stato semplicemente meraviglioso!

E se il mio sogno più grande è sempre stato quello di vivere al mare 365 giorni l’anno…diciamo che in questo 2023 sono stata sulla buona strada. Non sono stati proprio 365 giorni ma 265 si.

Ma partiamo dall’inizio.

2023: vivere al mare 365 giorni l’anno…o quasi!

Il 6 gennaio sono ritornata a Paros, l’isola greca che è diventata per me casa. Ovviamente ero li per lavoro ma, l’ho girata comunque in lungo e in largo. Ho visto tutti i paesetti interni, ho scoperto un sacco di sentieri nuovi e ho anche fatto il mio primo bagno dell’anno! Un sacco di tempo passato a leggere sul pontile della mia spiaggia preferita e sul muretto di casa coccolando il mio gatto. Un sacco di tempo a guardare le nuvole, i tramonti e le onde del mare. Io piena di gioia dentro sempre.

10 Cose da fare sull’Isola di Paros

Paros

Sono tornata a casa e ovviamente mi sono ammalata. Lo sapevo io che dovevo rimanere al mare!

La febbre non dava segno di andarsene, sicché, non potendo uscire, mi sono rimessa a studiare l’ebraico e a provare nuove ricette. Ero impazzita per la Focaccia barese e per le Orecchiette con cime di rapa, stracciatella e pan grattato. Mannaggia a quella volta che sono finita in Puglia!

A Febbraio sono rimasta a casa, privilegiando delle uscite in giornata. Sono stata a Firenze, a Pordenone, ad Asiago per i “fiocchi di luce” (finalmente!) e , ovviamente, a Venezia per il Carnevale.

E poi, a marzo, un sogno diventato realtà: camminare lungo tutta la costa del Portogallo, da Sines a Lagos, lungo il Cammino dei Pescatori o Fisherman’s Trail. 220 km, che per me sono diventati misteriosamente 300, in 12 giorni, zaino in spalle. Il mio primo cammino. Una delle esperienze più belle della mia vita. Ogni giorno mi chiedevo “ma dove sono finita?”, “ma cos’é? Il paradiso?”. Ogni giorno i miei occhi e il mio cuore si riempivano di meraviglia. Onde gigantesche, paesaggi mozzafiato, fiori di infinite forme e colori. Ogni giorno è stato a suo modo bellissimo, indipendentemente dal sole, dalla pioggia o…dalla nebbia! Un’esperienza assolutamente da fare almeno una volta nella vita.

Rota Vicentina: da Sines a Lagos lungo il Cammino dei Pescatori

2023 il Cammino dei Pescatori

Il Cammino dei Pescatori – Informazioni utili

2023: Ma chi me l’ha fatto fare?

Neanche il tempo di tornare a casa che ero già su un volo con destinazione Marsiglia, per fare il corso di marinaio per l’altra barca dove di solito lavoro i fine stagione. Una settimana di puro divertimento con la mia studente preferita e con il mio steward preferito. Ma chi me lo ha fatto fare di decidere di tornare a lavorare nello yacht privato in Grecia anziché rimanere in questa barca per tutta la stagione?

Questo proprio non lo so.

Eh si che, allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno, il tappo dello spumante che mi aveva colpita dritta in testa, avrebbe dovuto svegliarmi fuori e farmi capire che era l’anno giusto per cambiare qualcosa della mia vita. E invece, io, perennemente nel mondo romantico in cui vivo, l’avevo interpretato come un “ti sposi entro l’anno”. Cosa che ovviamente non è successa e che, ovviamente, non poteva succedere a priori.

Ed è così che sono tornata a casa per qualche giorno, giusto il tempo per tagliarmi i capelli in un momento di pazzia, per poi ritrovarmi di nuovo nell’isola di Paros. Albe, tramonti, arcobaleni, bagni in mare e coccole infinite al mio meraviglioso gatto. Ho rigirato l’isola in lungo e in largo e l’ho anche attraversata tutta a piedi questa volta. Missione che mi dicevano tutti fosse impossibile ma…non sapevano con chi avevano a che fare!

Paros: Attraversare l’isola a piedi da Piso Livadi a Paroikia

Passare dalla bellissima isola greca di Paros alla Costa Azzurra è stato un attimo. E, sebbene io fossi in Francia per lavorare, un giro a Nizza, una passeggiata lungo tutta la costa di St. Jean Cap Ferrat fino ad arrivare a Villefranche sur Mer e una visita a Villa Rotshild (che è pazzesca e della quale non ne ero nemmeno a conoscenza), non me l’ha tolto nessuno.

Costa Azzurra

E dall’oggi al domani sono anche tornata a casa. Beh, in realtà la cosa non è stata proprio così veloce perché due giorni ci ho messo per tornare. Treno in ritardo e, di conseguenza, coincidenza persa. Per cui ho dormito una notte in quel di MIlano, in un hotel da 230 Euro a notte e ho colto l’occasione per farmi un giro al Fuori salone. Un prolungamento di viaggio inaspettato e stupendo! La mia prima volta al Fuori salone. E’ stato un po’ come girare a Venezia durante la biennale. Installazioni ovunque. E io felice.

Ma sono stata ancora più felice di tornare a casa. Anzi, penso di non essere mai stata così felice di tornare a casa! Che poi…tornare…che parola grossa. Neanche il tempo di disfare la valigia e preparare lo zaino che già ero su un altro volo con destinazione Atene, per l’inizio della mia stagione estiva: l’estate più brutta della mia vita.

L’estate più brutta della mia vita

Ancora mi chiedo “ma chi me l’ha fatto fare quella volta di scegliere questa barca?”. Sei mesi tra Atene, Isole greche e Turchia a lavorare come personal chef a bordo di uno yacht privato per il terzo anno consecutivo. Sei mesi di ansia e di pianti e la tentazione di scappare via ogni giorno. Sei mesi con un capitano psicopatico che era incazzato un giorno si e un giorno si, che ha fatto vivere a me e all’altra ragazza le pene dell’inferno.

Niente elettricità dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Quindi niente aria condizionata e niente wifi ma, soprattutto, frigorifero e freezer spenti, che ogni giorno tutto si scongelava per poi ricongelarsi di nuovo. Niente giorno libero e “watchkeeping” di notte (inutilmente) a turno, da mezzanotte alle due, dalle due alle quattro e dalle quattro alle sei. E poi sveglia obbligata alle sette (per noi ragazze) anche senza nessuno a bordo. Per non parlare delle telecamere che ci ha messo per controllare quello che facevamo e dicevamo. Ma cos’è la prigionia in confronto?

Ho stretto i denti e ho sopportato, perché per la prima volta in 3 anni mi avevano fatto un contratto annuale e, con tanta fatica, ho portato a termine la stagione.

Paros, Naxos, Mykonos, Milos e Kos. Ore e ore di navigazione per arrivare da nessuna parte. Albe, tramonti, bagni al mare, lune che spuntavano fuori all’improvviso e stelle cadenti. Fuochi d’artificio a caso sempre e gatti. Un sacco di gatti che sono diventati un sacco di cani enormi una volta arrivati in Turchia. Quality Life mi dicevano qui. Ma di quality in Turchia nemmeno il mare. Bodrum, Yalikavak, Turgutreis, Gumusluck e un amico californiano incontrato per caso dopo otto anni.

L'estate più brutta della mia vita

E siamo tornati in Grecia, ad Atene. Cene fuori, serate al bar con i miei amici, pizze in spiaggia al tramonto, giri in centro ad Atene e riempirsi gli occhi e il cuore di punti panoramici. E poi, nel più bello che mi stavo divertendo, dall’oggi al domani, letteralmente, mi sono ritrovata in Israele. Giusto il tempo per godermi un tramonto a Jaffa, camminare sul lungomare di Tel Aviv e rivedere la bellissima cupola d’oro di Gerusalemme e sono tornata ad Atene per finire la stagione nello yacht.

E poi via, in Francia di nuovo, a lavorare nella barca da fiume di Girolibero dove solitamente lavoro i fine stagione, senza prima passare per casa. Tre settimane bellissime, con persone fantastiche. Mi sono ritrovata a lavorare con la mia studente preferita, a ballare hiphop dopo un sacco di anni, ma soprattutto a scoprire testi di canzoni americane al limite dell’assurdo che un tempo cantavo inventandomi le parole (to the windooooowwww to the waaaall! e mi fermo qui che è meglio LOL). Millemila diete e allergie diverse, le mules frittes che in realtà non sono mules frittes ma cozze e patatine fritte (ma dov’é il sughetto???) e le uova! Un sacco di uova che l’hanno fatta da padrona.

E fu così che arrivò anche la fine della stagione. Dopo sette mesi ritornavo a casa. Dalla Francia, in 4, in una Panda.

Dall’oggi al domani

Fine stagione e fine della mia vita.

Dall’oggi al domani mi hanno cancellato il mio contratto di lavoro. E quel lavoro che per la prima volta ero sicura di avere fino a fine aprile…é svanito così, nel nulla, e io mi sono ritrovata ad aver lavorato tutta l’estate e ad aver sopportato e portato un sacco di pazienza per niente. Ma soprattutto, mi sono trovata, dall’oggi al domani, senza lavoro e senza stipendio. Per una volta che la mia vita non era un punto di domanda. E questo per colpa dell’agenzia israeliana che, nonostante fosse appena scoppiata la guerra, pretendeva che io andassi in Israele perché avevo un contratto!

Quindi? E quindi, ovviamente non sono andata in Israele ma…sono andata in vacanza a Madrid e a Toledo, dove non ero mai stata! E mi sono ritrovata, quasi per caso, ad accompagnare ancora gruppi in giro per l’Italia e l’Europa come un tempo. Sono stata a Innsbruck e poi in Croazia proprio per l’ultimo dell’anno. E, inaspettatamente, ho spuntato, non una, ma ben due, caselline della mia bucket list: visitare Spalato e passare l’ultimo dell’anno al mare.

Il 2023 non è stato di certo il mio anno. Ma di cose ne ho fatte tante. Forse, anche troppe.

Ho imparato che sbagliando si impara e, poco ma sicuro, il prossimo anno io a lavorare con quel pazzo psicopatico non ci torno di sicuro. Dove mi porterà quindi il nuovo anno non lo so. So solo che l’unica cosa che voglio è essere felice.

Auguro quindi un anno pieno di felicità a tutti. Un anno di sogni che si avverano, di viaggi intorno al mondo e di nuove ed entusiasmanti avventure. Mai demordere che prima o poi le cose arrivano e andranno per il verso giusto.

Un abbraccio e buon 2024,

Stefania

 

 

 

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