Visitare Fes ed innamorarsene.

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Ma chi se lo aspettava che tra tutti i posti visitati durante le mie due settimane in viaggio, mi innamorassi proprio di Fes, la più antica città imperiale del Marocco?

Fes, che non avevo mai considerato, se non per le concerie. Fes, che l’ho inclusa nel tour solo perché da li i voli costavano meno. Fes, che ero un po’ intimorita nel visitarla perché tutti me la descrivevano come pericolosa e caotica.

E invece è successo. Mi sono innamorata di Fes, ma innamorata proprio!

Visitare Fes ed innamorarsene.

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Fes è bellissima, autentica, varia; una città dove i turisti quasi non si vedono.

Bancarelle piene zeppe di frutta e verdura, galline in bella mostra, pronte per essere pesate ed acquistate. Teste di cammelli e di capre appese, così con non chalance, fuori dalle macellerie. Datteri. Quintali di datteri nelle confezioni più svariate e dolciumi colorati invasi dalle api. Per non parlare dei gatti. Una quantità infinita di gatti, tutti magrolini e malandati, che cercano da mangiare in ogni dove. E gli asinelli, carichi di cose, che con fatica risalgono Talaa Kebira.

E poi, le ceramiche blu e bianche, le vie colorate, le spezie profumate e i venditori di fichi d’india che “stranamente” te li sbucciano indossando dei guanti e te li vendono al misero prezzo di 1 Dh (10 cent). Gli uomini che giocano a chissà cosa seduti per strada su piccoli sgabelli in legno. I negozi di prodotti in pelle e i vari artigiani che lavorano nei Funduq. Per non parlare delle moschee dove non ti è permesso di entrare ma ci puoi sbirciare dentro. E vedi tutti questi musulmani che fanno le abluzioni, che pregano o che, seduti, chiacchierano semplicemente tra di loro.

Finché non arrivi alle concerie, che non puzzano neanche così tanto! Un sogno che diventa realtà. Tutte queste vasche piene di colori, uomini che ci lavorano immersi fino alle ginocchia, asinelli che nell’attesa si scambiano effusioni e le pelli stese ad asciugare. E poi ci sono questi tizi, in Place as Seffarine, che lavorano l’ottone e che fanno un casino assurdo tra martellamenti e urla, che quasi ti scappa da ridere.

Mi sono innamorata di Fes, che vi posso dire?

Visitare Fes, la più antica città imperiale del Marocco

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A Fes consigliano di prendere una guida per la visita della Medina perché, essendo un po’ labirintica si rischia di perdersi. Ma io, come ben sapete, non amo particolarmente le visite guidate e, già me le devo sorbire per lavoro…qui no. Qui mi sono proprio rifiutata.

Sono partita da Bab Bou Jeloud, la porta Blu di Fes, e mi sono avventurata da sola tra le vie principali. Questo è quello che consiglio di fare anche a voi. Alla fine basta seguire Talaa Kebira o Talaa Seghira e passeggiare senza meta, con tranquillità, seguendo il proprio istinto. Guardate i negozi e gli artigiani che lavorano, curiosate qua e la, parlate con i locali ed entrate nei monumenti e nei funduq aperti al pubblico. Il tutto con calma, respirando la città, ascoltandola e vivendola. Solo così potrete apprezzare veramente Fes, la più antica città imperiale del Marocco.

Detto questo, non starò quindi qui a darvi un itinerario ben preciso da seguire. Vi indicherò solo quali sono le cose da non perdere per visitare Fes. Starà a voi trovarle in questa labirintica Medina!

Visitare Fes: Madrasa Bou Inania

La scuola coranica più bella di Fes, Madrasa Bou Inania, si trova in Talaa Kebira, non lontano dalla porta Blu.

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Costruita intorno alla metà del 1300, Madrasa Bou Inania è l’ultimo esempio di architettura merenide e l’unica madrasa di Fes ad avere un minareto. Mentre infatti, solitamente, le scuole coraniche sono dotate di una semplice sala per la preghiera, questa racchiude al suo interno una moschea vera e propria, visitabile anche dai non musulmani. Occasione unica a Fes che vale la pena di prendere al volo!

In questa scuola gli elementi tipici dell’arte islamica si uniscono in modo armonioso: i mosaici geometrici e colorati, le decorazioni in gesso e in legno di ebano e le porte in bronzo, fanno della Madrasa Bou Inania un capolavoro artistico da non perdere.

Al suo esterno poi, di fronte all’ingresso, è presente un orologio ad acqua. Le travi in legno scolpite che si vedono ancora oggi, sostenevano infatti, all’epoca, ciotole di ottone e l’acqua scorreva tra queste per segnarne l’ora.

Zawiya Moulay Idriss II

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Zawiya Moulay Idriss II, contenente la tomba di Idriss II, è il cuore della medina. Si tratta di un mausoleo fondato nel luogo dove, nel 1308, fu ritrovato un corpo, ancora intatto, che la popolazione credette fosse il corpo di Idris II.

Chi non professa la fede musulmana non può entrare. Ci si può comunque accontentare di sbirciarci dentro e scattare qualche fotografia.

Moschea e Università al-Qarawiyyin

Al-Qarawiyyin

Questo complesso immenso, costituisce il cuore spirituale di Fes e di tutto il Marocco. Fondata nell’859 da una donna, Fatima el-Fihria, è una delle moschee più grandi dell’Africa e l’università più antica del mondo. Purtroppo l’ingresso è vietato ai non musulmani ma è comunque possibile curiosare dentro dall’ingresso principale.

Medersa El Attarine

Adiacente alla Moschea al-Qarawiyyin, Medersa El Attarine è stata fondata nel 1325 dal sultano marinaro Abu Said. Più piccola della Medersa Bou Inania, prende il suo nome dal Souk al-Attarine, il mercato delle spezie e dei profumi di Fes.

Le Concerie Chaouwara

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Le Concerie Chaowara, oltre ad essere l’attrattiva più famosa della città, sono anche le concerie più antiche del mondo. Qui gli uomini ci lavorano ancora come facevano in epoca medievale, immersi nelle vasche fino alle ginocchia.

Le pelli, di mucca, pecora, capra e cammello vengono prima pulite e ammorbidite nelle vasche chiare e poi tinte in quelle rotonde, disposte a nido d’ape, che contengono pigmenti naturali.

Tutti i negozi qui sostengono di essere ingressi alle concerie. Ma, in realtà, non è proprio così. I negozi hanno solo un terrazzo numerato che si affaccia sulle concerie, nient’altro. Alle concerie vere e proprie si entra da una stradina buia, con sopra scritto “Concerie Chaouwara”.

Fatevi accompagnare da qualcuno che li ci lavora (non dai negozianti). Vi porteranno a camminare tra le vasche, nelle terrazze giuste per avere la visuale migliore e vi daranno anche delle spiegazioni. Il tutto in cambio di pochi Dhiram di mancia.

Place R’ Cif

Place-R-Cif

Costeggiando il fiume e seguendo il flusso della gente, si raggiunge Place R’Cif, una piazza moderna, più o meno grande, dove il caos regna sovrano. Carretti che vendono di tutto, dai fichi d’india alle lumache, dalle scarpe ai giocattoli e bambini urlanti che corrono ovunque. Una serie di scalinate a mo’ di anfiteatro, donne sedute a riposare e giostrine colorate.

Place as Seffarine

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A differenza della moderna Place R’Cif, la tradizionale Place As Seffarine è puro spettacolo. Una piazza piccola e suggestiva dove gli artigiani lavorano l’ottone. Smartellamenti e urla a destra e a manca e poi, tutti questi negozi dove il colore oro domina su tutto sono pura magia.

Medersa as Seffarine

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Medersa as Seffarine, costruita nel 1280 è la medersa più antica di Fes e l’unica tuttora in uso. Si tratta di un’istituzione scolastica nella quale ci sono entrata per caso, spinta dalla mia curiosità. E all’interno regna la pace più assoluta. Sembra quasi lontana un miglio dalle caotiche vie della Medina di Fes che, eppure, sono proprio fuori dal portone!

Place Nejjarine

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Per puro caso mi sono ritrovata anche qui, in Place Nejjarine. Troppo tardi per visitare il Museo Nejjarine dell’artigianato ligneo, mi sono accontentata di ammirarne la sua fontana, una delle più pregiate della città.

Rainbow Alley

E in fine, non potete non trovare la tanto instagrammata Rainbow Alley, una via tutta colorata e piena di negozietti, che congiunge le due vie principali di Fes: Tala Kebira e Tala Seghira.

Colori ovunque: per terra, sulle pareti, nei quadri esposti, nei vari souvenir in vendita e sulle lanterne appese in alto. Un vero e proprio tripudio di colori; un vero e proprio arcobaleno.

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