Una settimana in Giordania: itinerario di viaggio Giordania: itinerario di 7 giorni on the road

una settimana in Giordania deserto

Bere quantità industriali di te super mega zuccherato, camminare di notte sotto le stelle con asini e beduini come in un presepe, galleggiare nell’acqua super salata del Mar Morto e guardare il tramonto nel deserto. I lunghissimi viaggi in taxi con i tassisti che ti offrono da bere e da mangiare e ti fanno pure da hotspot e le mega scorpacciate di pane arabo, hummus e falafel. Le passeggiate tra i colorati suq delle città, i murales in arabo che fanno strano e i buffi cammelli, con quegli occhioni dolci. Per non parlare degli occhi dei beduini di Petra che…ti ipnotizzano!

La Giordania è tutto questo e molto di più. Are you ready? Let’s go!

Una settimana in Giordania: itinerario di viaggio.

Una settimana in Giordania

N.B. Premetto che questo itinerario è stato fatto sulla base che volevamo a tutti i costi riuscire a vedere Petra by Night. Ed essendo il periodo in cui siamo andate ancora un po’ rischioso dal punto di vista metereologico…abbiamo fatto in modo di essere a Petra tutte e 2 le sere che lo facevano, giusto per non rischiare di perdercelo. E, altra cosa, noi non abbiamo fatto il Wadi Mujib perché era ancora chiuso ma, vi dirò dove poterlo inserire nel vostro itinerario!

1° giorno: Amman

Amman è caos e tranquillità, è storia e modernità. Amman è un mix di tutto questo in un’unica città.

Cominciate visitando la Cittadella perché chiude presto il pomeriggio (almeno da Ottobre a Marzo) e ne vale veramente la pena. Gli scorci della città da qui su sono spettacolari.

La Cittadella sorge sulla sommità della collina più alta di Amman, Jebel Al Qala’a, ed è il sito dell’antica Rabbath Ammon. Tra i vari edifici ancora visibili, vi conquisterà il palazzo degli Omayyadi, con la sua cupola azzurra e il tempio di Ercole, con le sue colonne visibili praticamente da ogni parte della città.

Amman - Cittadella

Uscite e prendete le scalette che vi porteranno proprio di fronte al Teatro Romano, la testimonianza più grandiosa e spettacolare della Filadelfia (così veniva chiamata Amman) romana.

Da qui non vi resta che perdervi tra le vie del suq della città, dove respirerete la vera aria mediorientale. Bancarelle di frutta e verdura, cumuli di datteri, pistacchi e olive. Sacchi di spezie profumate, erbe officinali, profumi e confezioni di kajal. Per non parlare del suq femminile con i suoi vicoli pieni di lingerie e il suq dell’oro. E poi, vagate alla scoperta delle vie della città, piene di negozi di souvenir e pasticcerie tipiche. Non perdetevi l’Al Kalha Stairs, una zona artistica, piena di localini e negozietti carini.

Suq amman

E per cena, non potete non fermarvi a mangiare al famoso Hashem Restaurant, per assaggiare quelli che dicono essere i falafel più buoni della città.

2° giorno: Jerash, Ajloun e Petra by Night

Il secondo giorno, partite di buon mattino per Jerash, la “Pompei dell’Asia”, uno dei siti romani più interessanti di tutto il Medio Oriente.

Il sito archeologico di Jerash è semplicemente stupendo. Ma stupendo proprio. E, inoltre, è enorme e vi ci vorrà mezza giornata buona per visitarlo. Rimarrete incantati dal Foro, tutto circondato da colonne (salite al Tempio di Zeus per averne una visuale completa e fantastica) e dal Cardo Massimo, la strada principale di Jerash, fiancheggiata da numerosissime colonne di diversa altezza e da svariati edifici interessanti. E a conquistarvi saranno, ovviamente, anche i templi, ma soprattutto i teatri. Io ho adorato il Teatro Nord. Non me ne sarei più andata.

E, a fare atmosfera, i gatti giordani e le capre al pascolo all’interno del sito. Pura meraviglia.

Jerash

Da qui, noi siamo andate a vedere il Castello di Ajloun, ma non è niente di particolare e la strada per raggiungerlo da Jerash è parecchia (per non parlare poi di quella da Ajloun ad Amman!). Per cui, a mio avviso, se avete solo una settimana in Giordania, evitatelo e, dopo aver visitato Jerash, partite alla volta di Petra, percorrendo la Strada dei Re e fermatevi piuttosto a vedere il Castello di Shobak.

Noi non siamo riuscite a vederlo ma, se, come dicono, è simile a quello di Kerak, merita davvero.

Destinazione finale…Petra! Giusto in tempo per il tanto atteso Petra by Night.

Petra by night

Addentrarsi nel sito di Petra di sera, al buio, con la sola luce delle candele, è qualcosa di magico. Per non parlare del momento in cui si arriva al tesoro, tutto illuminato da centinaia di candele. E poi il boom di colori. Emozionante. Unica pecca, la quantità allucinante di persone.

3° giorno: Petra…con i beduini!

Beduini

Non ve l’ho detto ma, appena finito il Petra by Night, siamo state “accalappiate” da un paio di beduini (4-5 a dir la verità) che, il giorno dopo, ci hanno portato in giro per tutta Petra.

Eravamo un po’ diffidenti all’inizio perché, si sa, due ragazze sole, insieme a questi beduini…non si sa mai. E invece, niente da temere. Loro sono stati gentilissimi e la visita di Petra con loro è stata un’esperienza veramente unica e memorabile che ha reso speciale il nostro viaggio e che consiglio a tutti.

Ci hanno portato a fare le foto dall’alto al tesoro, ci hanno fatto vedere i punti più belli del sito, che da sole non avremmo mai visto e, ci hanno presentato un sacco di persone locali. Abbiamo chiacchierato, riso, scherzato. Abbiamo bevuto litri di te alla salvia (il tipico te beduino) e ci hanno offerto il pranzo in una botteghetta scavata nella roccia, dove solitamente vanno a mangiare solo i beduini. Ci hanno portate nella grotta dove vivono quando non tornano al villaggio, ci hanno fatto vedere il tramonto da un posto spaziale, ci siamo scaldati attorno al fuoco e hanno cucinato la cena per noi. E, dulcis in fundo, ci hanno portato a vedere Petra by Night dall’alto, camminando con gli asinelli sotto il cielo stellato, quasi come in un presepe.

Tramonto

Vedere Petra by Night dall’alto è veramente una figata. Illegale in realtà, ma stupendo. Tutte le persone che ci sono giù di sotto non si vedono e non si sentono. Sembra quasi non ci sia nessuno. Si vedono solo il Tesoro e le candele tutte ordinate ad illuminarlo e, in sottofondo, la musica araba.

Se volete “vivere” un’esperienza unica, cedete alle insistenti richieste dei beduini di accompagnarvi di qua e di là. Non ve ne pentirete assolutamente. Poi, se volete contattare direttamente i ragazzi che ci hanno accompagnato in giro a me e alla mia amica, scrivetemi in privato che vi lascio il contatto!

4° giorno: Piccola Petra e Petra

Il quarto giorno del nostro viaggio di una settimana in Giordania e, ahimè, ultimo a Petra, volevamo fare una follia. Volevamo partire a piedi da Piccola Petra per arrivare poi a Petra. Una cosa fattibilissima, pagando una guida, ma non di certo da sole perché i sentieri non sono segnati e si rischia di perdersi. Solo che noi siamo due poveracce e soldi da spendere “così” non ne abbiamo ma, soprattutto, facendo così, non saremo riuscite ad essere al Monastero al tramonto. Così abbiamo cambiato i nostri piani. Siamo andate a visitare Piccola Petra al mattino presto, per poi tornare a Petra e vedere quello che ci mancava da visitare.

Piccola Petra è una Petra in miniatura. Si pensa fosse un centro agricolo e una stazione commerciale e di rifornimento per le carovane di cammelli dirette a Petra. Anch’essa si caratterizza per la presenza di un siq (ovviamente molto più breve di quello di Petra), affiancato da edifici scavati nella roccia, che porta ad una veduta panoramica del paesaggio eroso dal vento. Da vedere, magari prima di vedere Petra (avrebbe un fascino maggiore) ma, secondo me, non da andarci appositamente, soprattutto se per visitarla, dovete prendere un taxi (andata e ritorno da Petra, che sono solo 15 minuti, ci è costato, in proporzione, di più del tratto Amman-Petra. Giusto per dire eh!).

E via di nuovo a Petra, questa volta senza beduini.

Petra, l’antica città nabatea scavata nella pietra, è una delle sette nuove meraviglie del mondo. La si scopre pian piano, percorrendo il lungo (più di 1 km!) e stretto siq e all’improvviso ci si trova davanti al Tesoro. Uno spettacolo a dir poco emozionante.

Una settimana in Giordania - Tesoro di Petra

Da qui, passando per quello che è chiamato siq esterno, e salendo una scalinata bellissima piena di piante, quasi da non sembrare neanche di essere a Petra, si raggiunge l’Altura del Sacrificio. Da qui si ha una vista spettacolare sul Teatro e sulle Tombe Reali, successiva meta della nostra visita.

E poi via, verso la nostra destinazione: il Monastero.

Petra verso il Monastero

Per raggiungere il Monastero, c’è un percorso, tutto in salita, che richiede circa 40 minuti. E poi si arriva qui, in questa tomba nabatea, che a me è piaciuta molto di più del Tesoro. Salite al “baretto” dei beduini per godervi la vista del Monastero da una parte e la cima del Jabel Haroun dall’altra e aspettate il tramonto sorseggiando il buonissimo te beduino. E se a servirvelo c’è un ragazzo ricciolino con gli occhi super truccati, di nome Eamad, salutatemelo tanto!

Essendo l’ultima nostra sera a Petra, non potevano che ricomparire i beduini del giorno prima. Sono venuti a prenderci al Monastero, con tanto di asinelli al seguito, e ci hanno portate nel villaggio beduino a cenare dalla loro famiglia. Mamme, nonne e sorelle hanno cucinato per noi e ci hanno trattato proprio come se fossimo due persone della famiglia. E’ stata davvero un’esperienza unica che auguro a tutti di provare perché vi segna davvero la vita.

5° giorno: Wadi Rum

Pronte per la prossima avventura, il deserto del Wadi Rum! Potevamo non farlo?

Wadi Rum

Noi abbiamo scelto il One Day – One Night tour che prevedeva l’escursione di un’intera giornata nel deserto in jeep e la notte in tenda, nonché pranzo a sacco, cena tipica beduina e colazione.

Il tour prevede la sosta a tutte le attrazioni principali del deserto, tra le quali le dune di sabbia rossa, la casa di Lawrence, ponti di roccia (che scaga raga!), il fungus rock e vari canyon, per finire in un punto panoramico dove aspettare il tramonto, sorseggiando il te alla salvia beduino.

Tramonto nel deserto

E si raggiunge poi l’accampamento, dove ci si scalda attorno al fuoco, sorseggiando ancora te, si cena e poi si esce a guardare le stelle. Un cielo stellato come non lo vedrete mai.

6° giorno: Aqaba, Kerak e Mar Morto

Dopo la colazione nell’accampamento beduino, siamo uscite dal Wadi Rum e ci siamo dirette verso Aqaba.

Questione di curiosità, ma altamente evitabile. Aqaba è essenzialmente una località di villeggiatura frequentata dai giordani ma che, a parte delle barchette colorate a bordo delle quali è possibile vedere la barriera corallina, offre poco niente. E poi è un sacco caotica, ma un sacco proprio.

Per cui, io vi consiglierei, dal Wadi Rum, di andare direttamente verso Kerak per visitare il bellissimo e labirintico castello. Vedere questo, a differenza di quello di Ajloun, vale veramente la pena.

Kerak

Se mi avete ascoltato e non avete sprecato, come noi, la vostra mattinata ad Aqaba, avrete ora anche il tempo di fare l’escursione al Wadi Mujib, che deve essere una figata pazzesca. Purtroppo noi non l’abbiamo fatta perché il Wadi Mujib è aperto solo da aprile a ottobre. Sarà una scusa per ritornare in Giordania, mettiamola così!

E infine, direzione Mar Morto per vedere il tramonto, cenare e pernottare. Si perché, come saprete, tutte o quasi le aree dove è possibile fare il Bagno nel Mar Morto, sono private e a pagamento. Per cui, tanto valeva dormire direttamente in un hotel affacciato sul Mar Morto. E che hotel!

7° giorno: Mar Morto, Mount Nebo e Madaba

Mar Morto

Penso che fare il bagno nel Mar Morto sia, dopo i beduini, l’esperienza più emozionante di questo viaggio. Davvero. Galleggiare sul Mar Morto è una cosa indescrivibile! Galleggi, ti senti leggera, ti senti dondolare…una cosa incredibile. Non ci sarei più uscita. E invece…il nostro viaggio doveva proseguire!

Volevamo visitare Betania, il luogo dove fu battezzato Gesù, Mount Nebo e Madaba ma poi, dato i commenti non molto entusiasti delle persone che erano state a Betania, abbiamo optato per andare direttamente a Mount Nebo.

Si dice che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa. E ci credo! Da quassù si ha una vista fantastica che spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e i Territori palestinesi.

Monte Nebo

Ultima tappa della giornata e, ahimè, ultima tappa del nostro viaggio di una settimana in Giordania, è Madaba, una cittadina celebre soprattutto per i suoi mosaici e per ospitare una delle più grandi comunità cristiane della Giordania. Abbiamo girovagato per il suq, siamo salite sulla torre della Chiesa di san Giovanni Battista per vedere la città dall’alto e ci siamo anche intrufolate in una moschea durante l’ora di preghiera.

Madaba

Finisce così la nostra settimana in Giordania, un paese super sicuro che ti fa sentire a casa.

Nel prossimo articolo, tutte le cose da sapere prima di partire per la Giordania. A presto!

 

 

 

 

 

 

 

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