Tre giorni a Malta in inverno: cosa vedere e fare

Passeggiando per la Valletta

Alla fine è successo.

Ho preso un volo per Malta, in pieno inverno.

Proprio io che l’anno scorso, ad aprile, ho deciso all’ultimo secondo di cambiare meta perché andare a Malta senza riuscire a fare il bagno in quelle acque azzurrissime, sarebbe stato uno spreco. Un po’ come andare a Napoli e non assaggiare la pizza napoletana, tanto per intenderci.

E invece quest’anno, l’aereo l’ho preso. Complice un volo a basso prezzo, le letture di vari blog a riguardo e le innumerevoli foto che mi passavano davanti ogni giorno su Instagram. Foto bellissime, di viette strette, case color miele, porticine particolari e balconi di legno colorati. Il mare così azzurro, le barchette dei pescatori di tutti i colori e quei panorami da togliere il fiato.

Ho cercato di auto convincermi che Malta sarebbe stata bella anche d’inverno. Che sarebbe stata bella anche senza la possibilità di godere delle sue acque meravigliose (anche se un po’ io ci speravo di riuscire a fare un bagno in mare. Il costume, giusto per sicurezza, me l’ero portato via).  E allo stesso tempo, probabilmente, speravo anche di sfuggire per un paio di giorni all’inverno italiano, per catapultarmi in un clima primaverile.

Che illusa.

Tre giorni ci sono stata. Tre giorni di vento e acqua. Ma non un venticello leggero e una pioggerellina di quelle sottili. No. Un vento potente, che se non pesavi abbastanza volavi via, e una pioggia fatta di gocce enormi e dense, quasi a sembrare neve.

Freddo gelido alternato a un caldo da manichette corte. Cielo azzurro che diventava grigissimo in meno di un nanosecondo. Mare mosso. Onde gigantesche. Tramonti invisibili. Una scivolata, una macchinetta fotografica distrutta, scarpe rovinate e capelli ogni giorno sempre più impettinabili.

Insomma, non il massimo per una vacanza, diciamo. Ma nonostante tutto, non è stato male. Anzi, a dirla tutta, credo di aver preferito vedere Malta in questa stagione (pioggia a parte), anziché d’estate. Senza troppi turisti, senza profumo di creme solari, senza ombrelloni, senza gente stipata nelle strette spiagge e con la natura incontaminata.

Tre giorni a Malta in inverno: cosa vedere e fare

Ovviamente, tre giorni a Malta, non sono sufficienti per esplorarla tutta, ma, come mio solito, ho cercato di vedere il più possibile.

Io alloggiavo a Sliema, località che vi consiglio perché è vivace, piena di locali dove poter mangiare e, soprattutto, ben collegata con tutta l’isola. E poi da qui si ha una visuale sullo Skyline di Valletta che è a dir poco magnifico.

Tre giorni a Malta

1° giorno: Valletta e le 3 Città ( Vittoriosa, Senglea e Cospicua )

Ho voluto cominciare la mia visita a Malta partendo proprio dalla piccola e bellissima capitale: Valletta. Una città ricca di storia e di cultura, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Dopo aver fatto colazione a Sliema da Ferrari con uno dei più buoni croissant alla Nutella che io abbia mai mangiato in vita mia, ed essere aumentata sicuramente di un chilo, ho preso il piccolo traghetto che per 1.50 Euro porta da Sliema a Valletta. Ho preso posto in alto, all’esterno, e mi sono goduta la breve lenta attraversata verso la capitale dell’isola. E più ci avvicinavamo, più mi innamoravo.

Valletta

Insomma, come si fa a non innamorarsi di una città con questi colori? Una città dalle mura e dagli edifici color miele, sui quali spiccano porticine variopinte e le gallarijas, i famosi balconi maltesi, realizzati in legno in colori differenti. Per non parlare delle statue e dei monumenti presenti ad ogni angolo. Continuavo a scattare foto e ad addentrarmi in qualsiasi vicoletto. Quella Malta che sognavo da un po’, era proprio qui, davanti e tutto attorno a me.

 

Panni stesi a Malta

La Valletta fu fatta costruire dal Grande Maestro Jean Parisot de la Valette (dal quale prese il nome) su quello che all’epoca non era che un desolato crinale calcareo. Si tratta della prima città europea costruita a tavolino, con edifici sufficientemente alti da fare ombra sulle vie sottostanti, riparandole dal sole cocente, e con strade dritte per favorire il passaggio delle fresche brezze provenienti dal mare.

Cominciate facendo un giro esterno della città, attorno alle fortificazioni, godendovi la vista prima su Sliema e poi sul Grand Harbour. Passato il Fort St Elmo, scendete le scalette e passeggiate tra il St Elmo Bridge e le casette colorate dei pescatori.

Fort Saint Elmo

St Christopher Bastion

Una volta arrivati al Siege Bell War Memorial, cominciate ad addentrarvi tra le strette stradine della città per esplorarla.

Visitate la Church of St Paul’s Shipwreck, una chiesa buia, quasi fosse segreta, ma bellissima. Qui è custodita una splendida statua dorata di San Paolo che, nel giorno della ricorrenza del santo (10 febbraio), viene portata a spalla lungo le vie di Valletta. Inoltre, In questa chiesa, c’è un reliquiario d’oro contenente le ossa del polso del santo. E’ gratuita e non si possono fare foto.

Da non perdere assolutamente è la St John’s Co-Cathedral, la chiesa più imponente di Malta. L’esterno è molto semplice, ma dentro! Dentro è tutta decorata. Tutta completamente decorata. Dai muri ricoperti d’oro, al pavimento tappezzato da lastre tombali di marmo policromo, alla volta, ricchissima di affreschi raffiguranti scene della vita di san Giovanni Battista. Il biglietto d’ingresso è di 10 Euro e l’audio guida è compresa.

St John's Co-Cathedral

St John's Co-Cathedral

Passeggiando per la Valletta, non dimenticatevi di tenere d’occhio l’orologio, perché alle 12 (e nel caso ve lo perdeste, anche alle 16) dovete essere agli Upper Barrakka Gardens per assistere, dall’alto, alla cerimonia dello sparo di saluto. Una cerimonia che ricorda il momento in cui, nel passato, veniva esploso un colpo di cannone a salve per salutare le navi in arrivo. Passeggiate poi per questi giardini e ammirate la vista stupenda che si ha, da qui, sulle Tre Città.

Cerimonia dello sparo

Nel pomeriggio, prendete da qui l’ascensore che, gratuitamente, vi porta al molo da dove partono i traghetti per le Tre Città. Salite sul ferry e, una volta giunti a destinazione, perdetevi. Perdetevi senza fretta tra le viette strette di Vittoriosa, Cospicua e Senglea. Vagate senza meta, godetevi la tranquillità di questi posti e le vedute panoramiche su Valletta e Kalkara.

Ammirate le porticine delle case e fate attenzione ai loro nomi. Si perché molte case, al di fuori hanno un nome. Alcune sono intitolate ai santi, alcune hanno un nome proprio e altre, hanno un nome formato dall’unione dei due nomi della coppia che ci abita. Una cosa dolcissima.

Tre città

Porticine

Porticine di Vittoriosa

Finite la vostra passeggiata al tramonto presso la Torre di Guardia di Senglea. Una torretta strana, con scolpiti un occhio, un orecchio e un pellicano, simboli di costante vigilanza dell’Ordine. Da qui si gode di un’ampia visuale sul Grand Harbour e su Valletta.

Torre di guardia - Senglea

2° giorno : Marsaxlokk, Blue Grotto, Dinji Cliff, Mdina e Rabat

Il secondo dei miei tre giorni a Malta, ho preso un autobus diretto a Marsaskala. Mi ero impuntata di voler fare la passeggiata lungo la costa fino ad arrivare a Marsaxlokk. Passeggiata che avevo trovato sul sito di visitmalta.com. Sono arrivata fino a metà strada e poi… Poi niente. Ho deciso di prendere l’autobus per Marsaxlokk per il semplice fatto che volevo addentrarmi per la campagna, ma di segnali non ce n’erano. E non si vedevano neppure persone camminare. E neppure segni di vita in generale se è per quello. Per cui, onde evitare di cacciarmi in qualche casino come mio solito, ho avuto – stranamente – il buon senso di prendere il primo autobus che passava per di li. Voi, ovviamente, non fate come me. Prendete fin da subito da la Valletta, l’autobus che va a Marsaxlokk, lasciando stare Marsaskala che non ha niente di speciale.

Marsascala - Saline

Marsaxlokk è un piccolo villaggio di pescatori affacciato sul mare, pieno zeppo di barchette colorate. Si tratta dei luzzi, le barche dei pescatori tipiche dell’isola, che sulla prua hanno disegnati gli occhi di Osiride (ereditati dalla tradizione fenicia), probabilmente come amuleti protettivi.

Marsaxlokk è bellissima. Un piccolo gioiello. Un posto dove il tempo sembra essersi fermato. Era bella con il brutto tempo, figuriamoci con il sole che splende!

Marsaxlokk

Marsaxlokk 2

Da qui, senza tornare a Valletta, prendete l’autobus 119 in direzione aeroporto (fa stranissimo fare scalo qui!) Scendete e prendete il 201 in direzione Rabat. Questo autobus è una vera chicca, perché fa tutta la costa fino ad arrivare all’antica capitale dell’isola. Passa ogni ora, ma vi permette di raggiungere punti impensabili, come la Blue Grotto e Dingli Cliff.

Io non me lo aspettavo, per cui sono scesa al volo solo alla Blue Grotto, un’imponente arco naturale sul mare. Voi, invece, che avrete sicuramente tempo, in quanto non sprecherete come me la mattina a vagare nel nulla tra Marsaskala e Marsaxlokk, fate un salto anche a Dingli Cliff. Da queste maestose scogliere, dicono, si goda di un panorama mozzafiato.

Blue grotto

Riprendete l’autobus 201 e dirigetevi prima a Mdina (che si legge Emdina….questi maltesi che mescolano tutte le lingue!), l’antica capitale di Malta, e poi a Rabat, che è proprio di fronte. Entrambe le città sono meravigliose. Entrambe silenziose, quasi disabitate, se non fosse per i turisti che ogni tanto si incrociano per le stradine. Qui non sono entrata a vedere niente in particolare ma, mi sono concessa una pausa dolce al Caffè La Fontanella. Un cappuccino e un dolce al cioccolato davvero squisito.

Caffe le Fontanelle

Gli arabi divisero la città romana di Melita in due parti: la cittadella, che chiamarono Mdina, e il resto del vecchio insediamento, Rabat (il sobborgo), nomi con cui sono conosciute ancora oggi.

Mdina, chiamata anche “la città del silenzio” per la sua atmosfera serena e rilassata, è una tranquilla città araba, color miele, avvolta da un fascino misterioso. Un labirinto di stradine,  tranquillissime, tanto da sembrare una città disabitata, se non fosse per i pochi turisti che si incontrano e le carrozze trainate da cavalli che fanno il giro della città.

viette di Mdina

Scorci di Mdina

Al di fuori delle mura, attraversata la strada, si trova invece Rabat, un’altra cittadina meravigliosa dalle vie strette e dalle innumerevoli gallarijas colorate, di cui io mi sono innamorata.

Se vi state chiedendo se a Rabat ho provato i famosi Pastizzi di Crystal Palace, che dicono essere i più buoni di Malta…si, li ho provati. Ma, mi dispiace dirlo, anche perché mi sento quasi anormale…a me i pastizzi non piacciono proprio. Sorry!

3° giorno : San Giljan e Gozo ( Xlendi, Victoria, Cittadella e Dwejra)

Non contenta della lezione imparata il secondo giorno, anche durante l’ultimo dei miei tre giorni a Malta ho voluto vedere troppe cose e alla fine non ho visto quello che effettivamente andava visto. Mannaggia a me! Però sbagliando si impara e si riesce a dare agli altri consigli giusti.

Quindi, se alloggiate come me a Sliema, fate una passeggiata di prima mattina lungo il mare, fino a San Giljan, dove si trova il LOVE bridge, un piccolo ponte con la scritta LOVE capovolta. Si tratta di una scultura di Richard England, il quale, con queste lettere capovolte, mirava a far leggere la scritta “love” riflessa nell’acqua. I giudizi sono controversi. C’è a chi piace e c’è chi invece pensa che abbia rovinato il paesaggio di Spinola Bay. A me ha stupito, e averla vista proprio il giorno di San Valentino ha avuto il suo fascino.

Love Bridge

Spinola Bay

Da qui prendete l’autobus per Cirkewwa, dove si prende il Ferry per Gozo, senza fermarvi prima a Bugibba, come invece  ho fatto io. Anche qui, in sé, non c’è nulla di particolare che valga la pena di vedere. Perciò mettetevi il cuore in pace e dirigetevi verso il Terminal del Ferry senza preoccupazioni. Dall’autobus tra l’altro vedrete tutto il paesaggio circostante e riuscirete di sicuro a farvi un’idea.

Prendete il traghetto per Gozo (si paga al ritorno) e, una volta arrivati a Mgarr, prendete l’autobus per Victoria, la città principale dell’isola. In origine chiamata Rabat, questa città è dominata da una cittadella cinta da mura, detta Il-Kastell, dalla quale si godono panorami straordinari dell’isola.

Victoria

Il Kastell

Il Kastell

Gozo panorama

Da qui, vi consiglio assolutamente di prendere l’autobus e andare a Dwejra, per ammirare uno degli scenari più spettacolari dell’isola. L’Azure Window purtroppo non c’è più, ma il posto è egualmente incantevole. Il mare incollerito, la Fungus Rock e il Blue Hole da una parte, e dall’altra l’Inland Sea, con tutto attorno le casette dei pescatori con le porticine colorate.

Fungus rock

Inland sea

Tornate a Victoria e prendete l’autobus che va a Xlendi, una piccola località di villeggiatura. Dalla Torre di guardia, si può ammirare un panorama mozzafiato.

Xlendi

Dopo essere tornati a Victoria, ultima tappa che vi consiglio, e che io purtroppo per questioni di tempo non sono riuscita a fare, è Marsalforn, il principale centro turistico di Gozo. Qui potrete riuscire anche a vedere le famose saline e Ramla Bay.

 

 

3 Comments on “Tre giorni a Malta in inverno: cosa vedere e fare”

Lascia un commento