Chefchaouen: la città blu del Marocco Quando i sogni diventano realtà...

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Chefchaouen, la città blu del Marocco, incastonata tra le montagne del Rif, appare dopo ore di viaggio quasi come un miraggio.

Fondata nei primi anni del 1400 da esuli spagnoli, Chefchauen è un posto incredibile. Un posto da farfalle nello stomaco e occhi a cuore tutto il tempo. Un posto magico, surreale che ti permette di tuffarti nel blu del mare e contemporaneamente di toccare il cielo con un dito. Un posto che ti fa sentire in paradiso.

Ed è proprio il paradiso che gli ebrei cercavano di emulare con tutto questo colore blu dalle mille sfumature, quando negli anni 30 cominciarono a dipingerla.

Ma questa è solo una delle varie teorie che stanno alla base della motivazione del perché Chefchaouen è blu. Le altre, sono invece più pratiche. C’è infatti chi sostiene che il colore blu sia stato introdotto per tenere lontane zanzare e moscerini. E chi invece sostiene che sia dovuto al bisogno di alleviare il riflesso accecante del sole sulle pareti bianche delle case. Quale sia la vera ragione del perché questa città sia stata dipinta tutta di blu rimane un mistero. Sta di fatto che, Chefchaouen, grazie al suo colore blu, è diventata una delle città più belle, più sognate e più instagrammate del Marocco.

Chefchaouen-blu

614 foto ho fatto.

SEICENTOQUATTORDICI.

E per fortuna che ci sono stata solo una mezza giornata. Non dico altro.

Ma fare foto è una cosa inevitabile. Sfido anche i più restii a non cadere in tentazione! Si perché questa città è tutta completamente da fotografare. Da fotografare e da vivere; da gustare, da assaporare pian piano, perdendosi tra le mille sfumature blu dei suoi vicoletti stretti. Salendo e scendendo le infinite scalinate che portano non si sa dove, scoprendone gli angoli più nascosti, curiosando tra i panni stesi e tra le porticine aperte delle case. Inseguendo i gatti che sono in ogni dove, entrando nei negozietti e scambiando quattro chiacchiere con le persone del posto.

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Chefchaouen

Chefchaouen-Medina

E poi incamminarsi su per la collina, per vedere la città dall’alto della Moschea Spagnola, aspettando il tramonto con un sacco di altre persone. Quasi come in un rituale.

E scendere poi con il buio e andare alla ricerca di un posto dove cenare; un posto con una terrazza affacciata sulla piazza principale, Plaza Uta El Hammam, che a poco a poco prende vita e si riempie di artisti di strada come ogni piazza marocchina che si rispetti.

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Come raggiungere Chefchaouen

Chefchaouen, la città blu del Marocco, è raggiungibile da Tangeri con un viaggio in gran taxi di circa 3 ore. Oppure da Fes, in pullman, con la compagnia CTM (attenzione che le corse sono veramente poche) e ci si impiega circa 5 ore. Un viaggio lunghissimo, quest’ultimo, ma che dimentichi non appena cominci ad avvicinarti alla città e ad intravedere le prime case colorate. Prima un paio, poi una decina, poi una ventina…fino a che tutte le case diventano blu. E la stanchezza svanisce per lasciare il posto all’adrenalina, all’eccitazione, alla pura e semplice felicità: il sogno tanto atteso sta per diventare realtà.

Chefchaouen

Eh si. Chefchaouen l’ho sognata in lungo e in largo. Per anni. Quando ancora non era così famosa e conosciuta. Avevo pensato anche di farmici solo un weekend, ma il fatto che mi costasse di più il taxi per raggiungere Chefchaouen da Tangeri che il volo dall’Italia al Marocco, mi aveva un po’ scoraggiata (ancora non sapevo dell’esistenza dei gran taxi!). Finché mi sono ritrovata con queste due settimane libere e…ho colto l’occasione per fare tutto il giro del Marocco, compresa ovviamente Chefchaouen, la città blu.

Visitare Chefchaouen, la città blu del Marocco

Chefchaouen è piccolina e, in mezza giornata riuscirete a vederla tutta. Una mezza giornata da trascorrere all’interno della Medina dall’impronta andalusa, alla  scoperta dei suoi vicoli, delle sue scalinate, delle sue piazze e dei suoi murales, dove ogni cosa è blu, in tutte le sue infinite sfumature. Parola d’ordine: perdersi. Perdersi volontariamente, vagare senza meta.

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E poi, all’ora del tramonto, andare ad assistere lo spettacolo del calar del sole dalla cima del colle dove si trova la Moschea Spagnola (Se avete visto il video di French Montana, sapete sicuramente di cosa sto parlando). Per raggiungerla, basta seguire il sentiero che parte dalla Medina e che si snoda sul fianco della collina. Ne sarete senza dubbio entusiasti, perché da qui si gode di un magnifico panorama sull’intera città.

Chefchaouen-dalla-Moschea-Spagnola

E, ovviamente non posso che consigliarvi di passarci la notte, magari in un ryad con terrazza panoramica, come quello che ho scelto io (Usha Guest House) e che vi stra consiglio. Perché poter svegliarsi e fare colazione all’aperto, ammirando per l’ultima volta Chefchaouen, la città blu del Marocco, dall’alto, in tutto il suo splendore, è qualcosa di veramente unico.

E poi, la mattina presto, Chefchaouen è da vedere. La città si sveglia pian piano. Le persone escono ancora assonnate a prendere i vestiti stesi. I negozianti cominciano a issare le serrande dei negozi con molta calma. I bambini escono dalle case tutti ben vestiti e con la cartella sulle spalle pronti per andare a scuola. I turisti in giro non si vedono. Tutto è silenzioso, si sentono solo in lontananza il canto del gallo e il ragliare degli asini. Il senso di pace che si prova è qualcosa di indimenticabile. Sembra proprio di essere dentro ad un sogno. Un sogno diventato realtà.

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Durante il mio viaggio in giro per il Marocco, sono stata a Chefchaouen arrivando da Fes. Se quest’ultima rientra anche nel tuo itinerario, puoi trovare informazioni a riguardo cliccando qui: Visitare Fes ed innamorarsene. Da Chefchaouen sono andata poi ad Asilah, informazioni sulla quale le potrete leggere a breve in quello che credo sarà il mio prossimo post!

 

 

 

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